Taus Makhacheva (nata nel 1983) crea opere che esplorano le inquietanti connessioni tra narrazioni storiche e finzioni di autenticità culturale. Talvolta con umorismo, la sua arte riflette sulla resilienza delle immagini, degli oggetti e dei corpi che emergono da storie ed esperienze personali, mettendo in discussione il concetto di impero. La sua metodologia prevede la rielaborazione di materiali, paesaggi e monumenti, abbattendo i muri, aprendo i soffitti e animando gli spazi istituzionali con una cacofonia di voci. Tra le mostre selezionate figurano la Biennale di Bukhara (2025), la Biennale d’Arte Contemporanea di Diriyah (2024), la Biennale di Gwangju (2023), la Biennale Difficult Heritage (2021), la Triennale di Yokohama (2020), la Biennale di Lahore (2020), la Biennale di Kaunas (2019), la Biennale di Lione (2019), la Biennale Internazionale d’Arte Contemporanea di Riga (2018), la Biennale di Liverpool (2018), Manifesta (2018), la Biennale di Yinchuan (2018), la Biennale di Venezia (2017), la Biennale di Shanghai (2016), la Biennale di Mosca (2015), la Biennale di Kiev (2015) e la Biennale di Sharjah (2013).